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 PROSEGUONO GLI INCONTRI CULTURALI A “LA BELLA ESTATE” PRESSO LA EX PISTA DI PATTINAGGIO 

VENERDI’ 9 AGOSTO ORE 20,45 E’ LA VOLTA DI ANTONIO PADELLARO CON IL LIBRO:IL GESTO DI ALMIRANTE E BERLINGUER (Paperfest)
È accaduto per davvero. Conosciamo i loro nomi. Giorgio Almirante. Enrico Berlinguer. Ora sappiamo che s’incontrarono per quattro o sei volte tra il 1978 e il 1979. Sappiamo che il luogo prescelto era una stanza, accanto alla commissione Lavoro, all’ultimo piano di Montecitorio. Sappiamo che si vedevano preferibilmente di venerdì pomeriggio, quando con i deputati ripartiti verso i collegi di appartenenza il palazzo era semideserto. Sappiamo che soltanto quattro uomini ne erano a conoscenza. Sappiamo che tre di essi sono morti.

È rimasto un solo testimone: si chiama Massimo Magliaro. All’epoca era il portavoce di Almirante e il capo ufficio stampa dell’Msi. Almirante e Berlinguer avevano deciso di scambiarsi informazioni riservate, secondo Magliaro, sui “terroristi rossi e neri che tenevano l’Italia sotto una cappa di terrore e di sangue”. Ma i colloqui tra i due leader rappresentano anche un modo nobile di intendere la politica di cui oggi, nell’era dei social e dell’insulto mediatico, non rimane più traccia. E lo conferma lo stesso Magliaro: “Almirante mi confidò: ‘Quell’uomo è un avversario leale e corretto’”.

Antonio Padellaro ha cominciato nel 1968 il lavoro di giornalista all’Ansa e, dal 1971, per quasi vent’anni è stato al Corriere della Sera. Vicedirettore dell’Espresso, dal 2000 è stato condirettore e poi direttore dell’Unità. Nel 2009 ha partecipato alla fondazione del Fatto Quotidiano di cui è stato direttore fino al gennaio 2015. Tra i libri pubblicati: “Senza cuore”, autobiografia di una generazione al potere (Dalai editore, 2000) e “Io gioco pulito” (Dalai editore 2009). Per PaperFIRST ha dato alle stampe “Il Fatto Personale” (2016) e ha curato con Silvia Truzzi il volume “C’era una volta la sinistra” (2019).


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